sentenza
”Sentenza” ©. Per gentile concessione dell’autrice, Margherita Allegri. Opera premiata al Concorso “Umorismo e Satira”, sezione “Giustizia Ingiusta”, organizzato a Dolo nel 2009

  • Inoperatività della preclusione introdotta dall’over rulling, in ossequio al principio del Giusto Processo. (Cass. Civ., 11-07-2011)
Con questa pronuncia, che conferma le numerose sentenze di merito, la Corte chiarisce relativamente al cambio dell’interpretazione giurisprudenziale su questioni processuali in precedenza ritenute pacifiche che, ad esempio con il cambio di rotta in tema di ingiunzioni introdotto con la nota sentenza n. 19246/10, hanno messo in difficoltà negli ultimi mesi migliaia di operatori del diritto.
Interessante la definizione fornita dell’over rulling. La nuova interpretazione giurisprudenziale della Suprema corte muta le carte in tavola soltanto quando: 1) l’esegesi riguarda una norma processuale; 2) introduce un mutamento imprevedibile e 3) determini un effetto preclusivo del diritto di azione o difesa ai danni di una parte.

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  • Lite Temeraria - Danni - sussistenza - Onere probatorio - Irrilevanza (Cass. Civ., sez. III, 23-08-2011 n. 17145)

Si segnala la sentenza n. 17145 emessa il 23-08-2011 dalla terza sezione civile della Cassazione con la quale si stabilisce il principio per cui la parte vittoriosa ha diritto al risarcimento per abuso del processo anche quando non ha dato dimostrazione specifica del danno non essendo di alcun ostacolo l'omessa deduzione e dimostrazione dello specifico danno subito.
Ciò perché i danni non sono costituiti dalla lesione della propria posizione materiale ma dagli oneri di ogni genere che questa ha dovuto sostenere per essere stata costretta a contrastare l'ingiustificata iniziativa dell'avversario, nonché dai disagi affrontati per effetto di tale iniziativa, danni la cui esistenza può essere desunta dalla comune esperienza

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  • Affido Condiviso - Rapporti conflittuali con il coniuge - Rapporti eccessivamente intensi con la famiglia di origine - Esclusione (Cass. Civ., sez. I, 11-08-2011 n. 17191)

Si segnala la sentenza n. 17191 emessa l’11-08-2011 dalla prima sezione civile della Cassazione con la quale si stabilisce il principio per cui deve escludersi l’affidamento condiviso del figlio minore quando uno dei due coniugi ha un rapporto troppo intenso con la propria famiglia di origine e contemporaneamente sussistono rapporti conflittuali con l’altro coniuge e tra quest’ultimo ed i genitori del primo.
Con la predetta sentenza si ribadisce il principio per cui l’art. 155 c.c. non attribuisce agli ascendenti del minore un autonomo diritto di visita del minore.

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  • Mediaconciliazione - Incostituzionalità per violazione dell’art. 24 Cost. - Infondatezza e non manifestamente rilevante

Si segnala l’ordinanza del 01-08-2011 con la quale il Tribunale di Lamezia Terme ha dichiarato la n.m.r. e l’infondatezza della eccezione di incostituzionalità dell’art. 5, D.Lgs. n. 28/10 in relazione all’art. 24 Cost..
Con la predetta pronuncia si afferma che “
il diritto di azione non si sostanzia nella possibilità di accesso immediato alla giustizia, ben potendo la legge imporre oneri – con conseguenti dilazioni - finalizzati a salvaguardare “interessi generali”, quali quelli sopra ricordati, sempre che siano garantite le esigenze di carattere cautelare e urgente e il ricorso alla tutela giurisdizionale non sia inibito per un periodo di tempo irragionevolmente lungo e non sia reso impossibile o eccessivamente difficile. Tutte queste caratteristiche si riscontrano nella disciplina di cui al d.lgs. 28/2010: infatti, il procedimento di mediazione obbligatorio non può durare più di quattro mesi; non preclude la tutela cautelare e la trascrizione della domanda giudiziale; produce, sulla decadenza e sulla prescrizione, effetti simili a quelli propri della domanda giudiziale. Il sacrificio in termini di tempo imposto e costi imposto dalla mediazione obbligatoria, inoltre, è potenzialmente giustificato e reso ragionevole dal “vantaggio” che può ottenersi in caso di esito positivo della procedura, in considerazione dei tempi e dei costi che nel contesto attuale inevitabilmente si legano al processo civile”.

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  • Assegno familiare - Contributo al mantenimento dei figli minori - Decurtazione - Inammissibile

Si segnala la sentenza n. 326 emessa il 12-01-12 dalla prima sezione civile della Corte di Cassazione con la quale si stabilisce che l’importo dell’assegno familiare cui ha diritto il coniuge affidatario dei figli minori non può essere detratto dell’importo del mantenimento dovuto dall’altro coniuge.
I Giudici di Legittimità rilevano che “
… originariamente gli assegni familiari (previsti originariamente dal R.D.L. 21.8.1936, n. 1632 ) consistevano in un'attribuzione di importo fisso per ogni familiare a carico, attribuzione poi sostituita da quella in favore del nucleo familiare inteso nella sua unitarietà, per effetto del D.L. 13.3.1988, n. 69, convertito in 1. 13.5.1988, n. 153. Prima della predisposizione di quest’ultimo provvedimento erano state inoltre emanate due norme per regolare la situazione di conflitto fra coniugi separati e favorire il coniuge affidatario dei figli, vale a dire l'art. 211 1. 1975/151 e l'art. 9 1. 1977/903, che sostanzialmente sancivano il diritto dell'affidatario a percepire gli assegni familiari per i figli, indipendentemente da chi fosse titolare del rapporto posto a base della relativa erogazione. Dette disposizione, sulla base delle quali si era venuta a determinare una scissione fra titolarità del diritto alla corresponsione del trattamento di famiglia e diritto alla percezione dello stesso, nonché una regolamentazione delle situazioni di conflitto fra coniugi separati aventi entrambi diritto alla corresponsione, sono rimaste in vigore, e ciò dunque comporta, venendo al caso di specie, che il coniuge affidatario dei figli minorenni ha diritto, ai sensi del citato articolo, di percepire direttamente gli assegni corrisposti a beneficio del nucleo familiare. Quanto alla distinzione operata nell'ambito degli assegni familiari, fra quelli percepiti per il coniuge separato e quelli viceversa spettanti per i figli, la stessa è superata dal fatto che, come sopra precisato, le attribuzioni riconducibili all'istituto degli assegni familiari, non più esistente, sono state sostituite da quelle in favore del nucleo familiare ...”.

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  • Spese legali - Corrispondenza informativa con il cliente - Prova - Non necessità

Si segnala la sentenza n. 25700 emessa il 01-12-11 dalla sezione lavoro della Cassazione e con la quale si è stabilito che ai fini della liquidazione delle spese di giudizio comprensive della voce di corrispondenza informativa con il cliente “... in assenza di prova contraria, non si rende necessaria una specifica documentazione (cfr. Cass. 8152 del 2007, secondo cui con riguardo al diritto in questione si considera oggetto di una vera e propria presunzione l'espletamento di un'attività di "corrispondenza informativa", presunzione "iuris tantum" che può essere superata da elementi di prova contraria offerti dalla controparte o essere smentita dalle diverse risultanze di causa; cfr. anche Cass. n. 3775 del 2007)...".

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  • Mediazione obbligatoria - Giudizi di usucapione - Inapplicabilità

Si segnala l’ordinanza emessa il 20-12-2011 dal Tribunale di Varese (Giudice Istruttore: Dott. Giuseppe Buffone) con la quale si statuisce che è inapplicabile l’Istituto della mediazione obbligatoria istituita con il D. Lgs. n. 28/10 nei giudizi di usucapione. Secondo il Giudice di merito detta norma deve essere interpretata secundum constitutionem e deve, dunque, escludersi l’applicazione là dove essa verrebbe imposta nella consapevolezza che i litiganti non potrebbero comunque pervenire a un accordo di conciliativo.
Per il Giudice varesino l’incostituzionalità sarebbe evidente, in casi del genere, poiché risulterebbe frustrata la stessa
ratio dell’istituto, vale a dire operare come un filtro per evitare il processo; ma se il processo non è evitabile, l’istituto è un’appendice formale imposta alle parti con irragionevolezza (e, quindi, violazione dell’articolo 3 della Costituzione). Nel caso di specie, non potendo la sentenza essere surrogata dall’accordo così come statuito dalla prima Giurisprudenza, la mediazione non è obbligatoria.

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  • Mediazione obbligatoria - Giudizi di usucapione - Obbligatorietà

si segnala l’ordinanza depositata il 30-12-11 dalla sezione distaccata di Bagheria del Tribunale di Palermo, (Giudice Istruttore: Dott. Michele Ruvolo) che - contrariamente all’ordinanza pubblicata il 20-12-11 dal Tribunale di Varese, (sopracitata) - ritiene obbligatorio il tentativo di conciliazione ai giudizi di usucapione.
il diverso orientamento trae origine dal convincimento del Giudice palermitano il quale ritiene che il procedimento di mediazione tende a far trovare un accordo che impedisca il sorgere del contenzioso giudiziario, senza che necessariamente l’accordo debba coincidere con il contenuto della pronuncia giudiziaria richiesta dalla parte attrice e senza che necessariamente l’eventuale accordo sia trascrivibile.
In altre parole l’istituto di cui all’articolo 5 del D.lgs. 28/2010 non è «
un clone anticipato della sentenza».